Guardare il territorio con occhi nuovi, riconoscerne il valore e imparare a raccontarlo. È la traccia che ha guidato la serata conclusiva del percorso “Sentinelle”, parte del progetto europeo RE‑ACTIVE, cofinanziato dal Programma Interreg VI‑A Italia‑Slovenia, andata in scena ieri all’Auditorium comunale di Precenicco.

Durante l’estate, il progetto ha coinvolto i giovani della Riviera Friulana in sei camminate resilienti condotte dalla guida ambientalista Walter Mattiussi: uscite a passo lento per osservare risorse e fragilità del paesaggio, riflettendo sul rapporto tra sostenibilità e comportamenti quotidiani. A partecipare sono stati i gruppi giovanili di Porpetto, Muzzana del Turgnano, Latisana, Carlino, San Giorgio di Nogaro e i centri di aggregazione “Il Muretto”, “Stanzute” e “Spassa Tempo”.

Il percorso si è poi tradotto in un laboratorio sulla comunicazione, dedicato a trasformare osservazioni e impressioni in un racconto capace di coinvolgere la comunità. Fotografie, parole e punti di vista sono diventati strumenti per dare voce ai luoghi e costruire una consapevolezza condivisa.

La serata ha visto protagonisti i ragazzi, che nei loro interventi hanno mostrato attenzione, sensibilità e un forte legame con il territorio. Le loro riflessioni hanno evidenziato la capacità di cogliere qualità e fragilità dei luoghi, interrogandosi su come prendersene cura: un contributo che conferma il valore dell’ascolto dei giovani nei processi di comunità.

Accanto al percorso delle “Sentinelle”, la giornata ha ospitato l’educational “La Riviera, a modo tuo”, coordinato da Giorgia Deiuri, con sei micro content creator provenienti dal Friuli Venezia Giulia, dal Piemonte e dalla Sicilia. Partendo da Carlino, il gruppo ha esplorato la Riviera tra bicicletta e barca, accompagnato da Sognando in Bici, lasciandosi guidare da parole‑chiave come meraviglia, appartenenza, curiosità e kairòs. Uno sguardo esterno che ha permesso anche agli abitanti di riscoprire dettagli spesso invisibili nella quotidianità.

La restituzione finale ha intrecciato i due percorsi, mostrando come osservazione e comunicazione possano rafforzare il legame tra persone e luoghi. «Essere sentinelle significa riconoscere bellezza e fragilità del territorio e contribuire al suo futuro, anche attraverso piccoli gesti», ha concluso Antonio Ferraioli, Responsabile del Servizio Europa della Comunità Riviera Friulana.

Foto Afer